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Special Olympics

Martedì, 17 Marzo 2015 by

“Che io possa vincere ma se io non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze.” (XXVI Giochi Nazionali Special Olympics "Monza 2010")

Questo è stato il motto, lo slogan dei Giochi Nazionali per ragazzi diversamente abili organizzati da Special Olympics e tenutisi in alcuni comuni della Provincia di Monza e Brianza (tra cui Giussano) nella settimana dal 28 giugno al 4 luglio 2010.

Come associazione sportiva ci abbiamo tenuto ad esserci. Molte sono le difficoltà che questi ragazzi “Speciali” incontrano quotidianamente e forse troppo poche sono le occasioni per ricordarli, per dedicarsi a loro….hanno tanto da insegnare a tutti quanti.

La manifestazione a cui si è data vita è stata ricca di momenti agonostici entusiasmanti, in cui lo sport, le competizioni, le vittorie e le sconfitte sono state il cuore pulsante non solo degli atleti in esse impegnati, ma anche della schiera di volontari, dei tecnici e dello staff dei circuiti gare. Per noi è stata una grande emozione, ed un grande onore poter stare fianco a fianco con questi ragazzi, ammirare quanto impegno e dedizione mettono nel raggiungimento del loro obiettivo e soprattutto quanta determinazione sanno dimostrare di fronte ad ostacoli e difficoltà.

Siamo tornati da questa esperienza sicuramente arricchiti e sempre più convinti che non esistano sport impossibili…..sogno nel cassetto, che non lasceremo solo un sogno: organizzare un corso di Muay Thai adattata alla disabilità. La strada sappiamo che non è facile ma, memori del motto di Special….tenteremo con tutte le nostre forze!

 

Training 2011

Martedì, 17 Marzo 2015 by

Anche per quest’anno la FIMT, in collaborazione con L’Università Thailandese - facoltà di medicina Tradizionale e Muay Thai, ha condiviso con atleti italiani l’esperienza di fare un training unico nel suo genere, che solo un’organizzazione come la nostra ha la possibilità di proporre e condividere con chi veramente vuole imparare la Muay Thai/Boran. Frutto di un lavoro che nasce lontano nel tempo (1987) la FIMT è entrata a far parte a pieno titolo di un mondo che solo pochi ad ora hanno veramente capito in cosa consista!

Mettersi in gioco, imparare, soffrire, sudare, lo stress di sentirsi sempre osservato e giudicato per quello che sei: uno straniero che vuole imparare un’arte marziale nella Terra dove è nata con il supporto del Gotha della Muay Thai, che condivide ed apprezza il tuo sforzo. Stiamo parlando di valori e maturità che pochi al mondo hanno avuto l’onestà e la forza di comprendere.

I trainers sono docenti universitari sotto l’egida e rigida osservazione dei due Grand Masters (veri Arjarn), rispettivamente Presidente della facoltà e Presidente dell’Università; ex campioni di Muay Boran e campioni del Rajadamnen,  campioni del mondo in carica e campioni nazionali di Muay Boran… insomma, rimani senza fiato ancora prima di iniziare se hai a che fare con un livello così alto!

Avere loro come Maestri è uno dei privilegi dello stage presso l’Università: stiamo parlando dell’unico ente ufficialmente preposto dal Ministero Thailandese alla formazione, all’accreditamento e  all’insegnamento della Muay Thai in Thailandia e nel mondo!

Nove ore di allenamento al giorno; training fisico, tecnico, test, ripetere il tutto in lingua Thai che veramente ti svuota mentalmente (eh già… le tecniche non vanno solo allenate ma per ognuna bisogna riuscire ad imparare il nome in thailandese: per noi occidentali un susseguirsi di scioglilingua di improbabile sonorità!), ancora training ed ancora test, con una piccola pausa per il pranzo.

Le classi sono suddivise per grado ed abilità, se poi sei un agonista allora è anche peggio perché è come se ti adottassero e quindi ti trattano come la loro squadra di campioni e, nel bene o nel male, ti alleni come e con loro, soffri… ma sempre con un sorriso di soddisfazione.

Primo obiettivo comune: lo studio della Wai Kru – Ram Muay. Direte voi “E che ci vuole?!” Diciamo noi: “Mettetevi alla prova, poi ne riparliamo!”. E’ la danza rituale pre-combattimento, una manifestazione di gratitudine verso la propria Patria, scuola, verso il proprio Maestro nonché un rito dal profondo significato spirituale, ed i Maestri, giustamente, pretendono da noi non solo correttezza nell’esecuzione e fluidità nel gesto, ma anche e soprattutto un alto livello di concentrazione, il “giusto” atteggiamento.

Quante volte l’abbiamo ripetuta! In gruppo, da soli, a passo di musica, sotto i comandi (ovviamente in lingua Thai!) ed il loro sguardo attento che, seppur sempre con modi gentili e umili, non ci hanno mai fatto sconto di nulla. La parte rilassante è l’ultima ora, in piscina; del resto è un campus universitario quindi attrezzato anche con una struttura di tutto rispetto dove si conclude la giornata facendo esercizi in acqua.

Se qualcuno si aspetta, leggendo questi brevi appunti di viaggio di trovare il resoconto di un campo di allenamento per turisti, tourist match con “veri” Thailandesi, foto celebrative e corse sulla spiaggia al profumo di salsedine ahimè rimarrà deluso. Noi, per fortuna, di delusione non ne abbiamo provata nessuna!

Difficile spiegare a pieno emozioni e sensazioni provate. Un’esperienza che si ripete ogni anno ma che allo stesso tempo è ogni volta inedita, dove sembra sempre di essere il primo giorno di scuola! Il rammarico è solo l’ultimo giorno, quello dei saluti, dei test, degli esami di valutazione per gli atleti pronti a sostenerli, della consegna dei diplomi, perché ti rendi conto che lo stage è veramente giunto al termine. Il tempo vola e non si vorrebbe mai andare via perché le cose da imparare sono tante, troppe e non si tratta di un calcio oppure una ginocchiata: la Muay Thai è un’arte marziale complessa, ricca di tecniche, forme, spiritualità, cultura che si impara solo dai grandi, ed in Thailandia!

Dalla prossima stagione i campi aumenteranno di frequenza vista la richiesta; abbiamo accesso anche al loro circuito interno agonistico, inaccessibile per noi occidentali, dove è possibile combattere solo se conosci la Muay Thai dei thailandesi. E’ possibile anche diplomarsi, prendere il dottorato come il presidente della FIMT, naturalmente esaminati e valutati dai Maestri thailandesi secondo i loro parametri… perché la Muay Thai/Boran è l’Arte Marziale Thailandese!

Noi ci saremo sempre!

 

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