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COMUNICATO STAMPA

 

29 AGOSTO 2015 – Ufficializzata in data odierna l’intesa tra la Born to Fight (nella figura del suo Presidente Claudio Alberton) e la FIMT1991 (nella figura del suo Presidente Narciso Bramini, 60 anni di esperienza negli sport da combattimento in due.

Narciso Bramini e Claudio Alberton, due pionieri delle arti marziali, che da amici si sono ora ritrovati a condividere valori e passioni concretizzati in questo progetto di lavoro e in numerose attività già in agenda da oggi a venire in Europa, USA e naturalmente Thailandia, dove il M° Bramini è referente e responsabile per l’Università Thailandese, Ministero dell’Istruzione.

Questa collaborazione nasce quindi dalla comune volontà di offrire sempre maggiore professionalità e crescita ai rispettivi settori e a tutte le discipline rappresentate. Con questa alleanza il settore della Muay Thai in Born to Fight si apre alla Thailandia e a nuove opportunità.

Non da ultimo questa intesa vede rappresentata anche la facoltà di Muay Thai dell’Università di Bangkok che, per il tramite del M° Bramini, da il benvenuto al M° Alberton all’interno della sua istituzione.

 

BTF & FIMT1991

 

Anche quest'anno si è conclusa la sessione estiva di allenamento e lavoro presso l'Università Thailandese ed a conti fatti non possiamo che essere soddisfatti per gli obbiettivi raggiunti, le conferme, il buon lavoro ed una serie di step e grandi progetti in via di sviluppo ed alcuni già operativi in settembre.

Gli argomenti da trattare ad inizio stagione, per noi ufficialmente mai interrotta, sarebbero molteplici e sarebbe anche facile, come i più, tramite i social criticare oppure umiliare il lavoro altrui, nonostante l'evidenza ed i fatti...Davvero troppo facile ma da ignoranti oltre che poco professionale, posso solo consigliare a chi cerca una “via", una collocazione e vuole a tutti costi essere protagonista alcuni piccoli consigli da Maestro: si te stesso, non mentire... Soprattutto ai Thailandesi... costruisciti una tua dimensione non alle spalle di altri e muoviti sulle tue gambe senza calpestare i passi di chi è uscito indenne, prima di te e aprendoti la strada, da questo campo minato...

Chiusa questa paternale e piccola parentesi che dire, luglio ed agosto mesi di conferme e di nuovo slancio.

Un gran lavoro di test per i team leader, un gran lavoro didattico tecnico e preparatorio con la squadra universitaria e grandi conferme per i nostri atleti vittoriosi al Lumpini , Rajadamnen e Omnoi Stadium.... Tutti dilettanti ed ora campioni!

So che qualcuno sul “nostri” si farà qualche domanda ma è subito soddisfatta la sua curiosità. Per chi non lo sapesse siamo docenti presso l’università e siamo gli unici occidentali ad avere questo status.

Un periodo intenso ed indimenticabile che fa sì che ogni anno si faccia sempre più malinconico il momento dell’arrivederci, quest’anno coinciso con l’arrivo di un nostro appassionato atleta giunto per fare buona Muay Thai!

Insomma si potrebbero toccare molti argomenti fra cui anche i "mondiali IFMA"... Sapete cos'è questa sigla che NON fa Muay Thai? E non smetterò mai di ripeterlo...Per dovere di cronaca la nostra atleta Thai vince l’oro anche a questi Mondiali, che ai tailandesi proprio non piacciono.

Invece voglio portare l'attenzione su un match recente tenutosi a Pattaya all’interno del circuito Max Muay Thai...

Perché questa scelta?

Perché mi sono trovato mio malgrado spettatore del troppo frequente “italian style” ed è veramente triste constatare che alla fine si riduce tutto al solito monologo all'italiana e vorrei che questa tendenza poco alla volta andasse a morire visto che siamo gli unici ad avere un comportamento così irrispettoso ed inoltre poco onorevole verso i nostri sfidanti.

Se uno ha perso, ha perso punto. Così ragionano tutti ma noi si sa siamo un po’ più bravi a raccontarcela...Si non ho vinto però...Ed alla fine, magicamente, chi ha perso onori e gloria e chi ha vinto la solita "scimmietta" thai che era lì per caso.

Purtroppo per voi sono nell'ambiente da troppo tempo ed anche se non conosco le nuove generazioni, qualche cosa posso sempre aggiungere... Sempre!

L'atleta Thailandese è un mio studente al primo anno, un dilettante, da tre settimane ha un problema alla gamba che praticamente non gli permette neanche di allenarsi eppure... Ha colto l'occasione del match e mi ha chiesto cosa ne pensavo.

Sapendo che lo sfidante era italiano gli ho detto di combattere ugualmente perché avrebbe sicuramente avuto modo di fare molto bene nonostante la forma non al top e vincere...Poi possiamo stare qua a guardare i cartellini piuttosto che leggere i commenti, non mi interessa più di tanto. Era accompagnato da un mio collaboratore italiano che mi ha raccontato del match...Thailandia 1 Italia 0.

Ovviamente da “vecchio” della Muay Thai e da italiano mi auspico che in Italia si assista a una controtendenza e si torni a praticare l’Arte Marziale Muay Thai, fatta di duro lavoro, umiltà e regole. Personalmente è a questo che dedico il mio tempo ed il mio lavoro senza troppa pubblicità e autoreferenzialismo, senza la ricerca di particolare consenso…capisco che in questa era globale tutto ciò suona come “voce fuori dal coro”, che rischia di avere poco appeal, ma non è questo il motivo per cui ho dedicato la mia vita alla Muay Thai. Non voglio avere “seguaci” ma amici, atleti e collaboratori che condividono con me etica, spiritualità e morale.

Come dico ogni inizio di stagione, ci attende un duro lavoro ma sono sempre più felice di farlo.

 

Siamo quasi a fine stagione e ci piace, come al solito, fare un resoconto della stagione che sta andando a concludersi con tutti i suoi alti bassi e strane sfaccettature che solo il panorama italiano (ahimè) può offrire nel suo stile folcloristico ed irrispettoso. Noi come al solito siamo onesti nel giudizio ed analisi e visto che non abbiamo interessi di parte, se non quelli dettati dalla nostra arte marziale, ancora di più.

La novità più interessante è stato il rientro in una delle palestre storiche dell'area milanese, palestra che nel lontano 1988 ho contribuito a portare ad essere ciò che poi sarebbe diventata, a quei tempi in campo agonistico/tecnico, ora in termini di numeri....ma si sa, i "vecchi amori " durano poco e Maestri del calibro di Orsatti (fondatore e patron della Ursus...) non se ne vedranno mai più....un bel passato comunque ed un ritorno di fiamma che non rimpiangeremo visto che è stato lo stimolo per un ritorno sulla piazza di Milano dove veramente c'è bisogno di informazione, formazione, Muay Thai.

Un cambio di ente sportivo: con uno vecchio sul quale non vogliamo perderci in parole, ed uno nuovo molto interessante ed eticamente più vicino al nostro "credo"....perchè ci vuole serietà e fede!

Poi in sintesi i soliti sterili e noiosi attacchi, ovviamente sempre tramite i social network, mezzo ideale scelto da chi non è in grado di confrontarsi, accettare delle realtà oppure semplicemente si vede messo in secondo piano da situazioni che non riesce a gestire e solo per colpa sua. “Dialoghi” a senso unico e poco velatamente autocelebrativi sempre corredati da un seguito da "branco" con tutto quello che ne segue…che devo dire? Beato chi ha tempo per queste cose, noi no!

Purtroppo queste cose si vedono da 10/12 anni a questa parte e solo in Italia, e parte della colpa ce la prendiamo anche noi; del resto un tempo esisteva solo l'AITB fondata da Rinaldo e Di Blasi di cui facevamo parte attiva come fighter, giudici, trainer.....insomma non eravamo in molti, quindi si faceva un po’ tutto. Poi con la nostra uscita abbiamo fondato la FIMT (…l’originale FIMT!), input che ha dato slancio alle innumerevoli sigle, soprattutto straniere che operano su suolo nazionale. Addirittura due FIMT! anzi tre..... Noi più che fare bene il nostro lavoro, da ben quasi 30anni, non abbiamo fatto, dando lustro all'Italia in campo marziale e non solo, perché siamo stati i primi con pochi altri, e mi spiace vedere che nessuno conosce la cara e vecchia storia della Muay Thai in Italia, quello che ci ha portato ad essere, tutti noi, le lotte, il duro lavoro ed il futuro! Gli anziani del settore come il sottoscritto osservano, a volte anche divertiti, la drammaticità/comicità della situazione odierna che non si vorrebbe andasse così ma purtroppo deve andare cosi, perchè finchè le persone non apriranno gli occhi iniziando in primis a rispettare chi, molto prima di loro ha sperimentato, divulgato, organizzato match ed eventi, è salito su ring anche thailandesi per provare su sé stesso, e non sugli altri, capendo quale fosse la "via"…Passione supportata da onore, rispetto, parola data, dall'essere uomini e donne fino alla fine, dal lottare per un principio, dal sangue dato ed il dolore fisico provato, il lavoro fatto, l'anzianità ed il grado proporzionale ad essa.......Beh, fino ad allora tutto rimarrà ciò che è ora, una giungla di persone che si sfoga sui social oppure che segue dei guru che mentendo a loro stessi prendono in giro gli altri. Ma allora, siamo alle solite direte voi? Polemiche, voci, marketing.....il più bravo, il più forte, il vero Maestro, la vera Muay Thai?!? Ciò che ai più sfugge, e credo deliberatamente, è che noi parliamo solo per quello che facciamo e speriamo sempre nella gente, in tutti quelli che non pensano ci sia una fine “del conoscere” anzi, tutti quelli che vogliono migliorarsi, andare oltre ciò che viene comunemente commercializzato, formarsi oppure semplicemente informarsi.

Quello che dico sempre è: "chi non fa parte della storia pretende di dettare il futuro". Questo è ciò che ad oggi offre il panorama italiano e mi piacerebbe sinceramente cambiare la seconda parte della frase in: "potrebbe scrivere il futuro".

Vedete, per gli anziani del settore sarebbe troppo facile sparlare su tutti, del resto siamo testimoni del passato e del tempo e sappiamo veramente tutto su ciò che è stato perchè noi stessi abbiamo scritto questa storia che non potrà mai essere cancellata non solo perché è scritta ma anche perché da essa sono discesi tutti quegli atleti che hanno creduto in noi e che ora sono nelle condizioni in cui eravamo noi stessi 30 anni fa….bravi atleti, ottimi istruttori e sicuramente futuri ottimi Maestri. Ne siamo certi, perchè ad ora hanno creduto in tutto quello fatto, hanno rispettato il lavoro fatto e si mettono in gioco quotidianamente senza paura, se devono sostenere test sulla propria competenza o di aggiornamento, lo fanno e basta, accettandone l’esito, perchè sanno che è importante. Non basta un pezzo di carta, magari richiesto e rilasciato da quell’ente “amico” o federazione, che riporta la dicitura Maestro senza possedere neppure il requisito etico della parola stessa.

Ed allora rieccoci al punto di partenza e al resoconto: il nostro progetto è partito nel 1991 e da allora non si è più fermato anzi, ogni mese prende vigore e segue più che una Via. Abbiamo veramente molto lavoro da fare e progetti che stanno partendo che copriranno anche aspetti socio-culturale ma che soprattutto daranno ancora una volta lustro a quell’Italia della Muay Thai che non si è fossilizzata su stereotipi che non hanno più senso!

Tutto sommato la stagione che sta andando a chiudersi ha portato nuova linfa e molto interesse anche da parte di persone che non ti saresti aspettato, nonché un rinnovamento non solo della squadra di Muay Boran rendendola ancora più competitiva con quella Thai ma anche del team agonistico di Muay Thai…un piccolo prezzo che siamo disposti a pagare!

Noi non siamo qua a dirvi chi è il più bravo, il più forte, il più competente, il vero Maestro…noi siamo qua a dirvi di informarvi, provare, confrontarvi e poi decidere....Anche con i nostri atleti facciamo cosi, prima gli diciamo di provare anche altre palestre, poi di venire a trovarci e decidere, ma non finisce qua perchè un buon venditore può ingannare chiunque, noi portiamo in Thailandia i nostri atleti, dai nostri Maestri, i boss della Muay Thai, perchè quello è il “nostro” banco di prova, perchè solo in un certo contesto possono verificare se quello che noi insegniamo loro è Muay Thai, oppure due calci ed un pugno.

Io e tutti quelli come me andiamo avanti, sempre a testa alta onestamente, come abbiamo sempre fatto e ci spiace se a qualcuno non abbiamo riconosciuto un grado (magari solo per amicizia), non abbiamo mercificato diplomi, oppure non abbiano "donato" qualche carica federale....è vero in Italia funziona così, ma noi non lo facciamo quindi sentitevi giustificati ad insultarci, denigrarci, pubblicare i vostri video in internet....Noi non siamo così, la Muay Thai non è così e spero molte altre persone siano come noi, del resto basta poco, basta essere onesti e dire sempre la verità anche a costo di perdere una carica federale oppure un'atleta.

 

Tutto pronto per la 18esima edizione dello Stage della Tiger Boxing Camp all'Isola d'Elba.

Partenza il 29 maggio - rientro il 2 giugno.

Dal 1996 si rinnova continuamente la tradizione di questo evento che grande ha fatto la nostra squadra. Tre giorni di stage e preparazione in pieno contatto con la natura. Muay Thai sì ma solo e sempre nell'inconfondibile stile FIMT. Senza sudore e fatica nessun risultato degno di questo nome è possibile, per cui ci si mette sempre in gioco. Aspettatevi una bella esperienza e comunque mare! Perchè anche fuori dalla palestra la preparazione agonistica del M° Bramini è sempre una sorpresa.

Chi ha avuto la fortuna di apprendere nei suoi stage l'essenza della Muay Thai ancora se ne ricorda. Dal 1994 questo piacere però non è per tutti, data la scelta di farne un unico ritiro esclusivo a numero chiuso.

Per rievocare un po' di Storia della Muay Thai e di ciò che rappresenta questo esclusivo stage, ecco una foto storica della Tiger Boxing Camp (FIMT) datata 1998 con gli atleti di punta fra cui si ricorda Stefano Stradella atleta che iniziò la sua carriera di fighter con M° Bramini nel 1991 e con il quale ha vinto numerosi titoli fra cui 3 mondiali, risultato ancora ineguagliato sia da parte di un atleta che da parte di un Maestro soprattutto se considerati i Tempi in cui questi risultati furono conseguiti!

Ciconte, Pantaleo S. ora ex pugili professionisti ed un Donnini ora Istruttore presso la Invictus Milano completano questo quartetto: tutti atleti di punta di una storia, quella della FIMT e del suo Presidente e Maestro. La filosofia non è mai cambiata, ed ieri come ora la Muay Thai rimane la missione di questa scuola, sia che si parli di agonismo che di didattica.

La Tiger boxing Camp e la FIMT hanno lasciato immagini che parlano da sole e se questi ragazzi sono stati atleti di punta di allora, la squadra del 2012 ne porta avanti le tradizioni senza deludere mai. Merito di questi ragazzi è mettersi in gioco sempre.

Questa storia, iniziata nel lontano 1991, si rinnova continuamente. Il futuro è nostro!

Nel mese di marzo in Thailandia l’ajarn Narciso Bramini, dopo anni di stretta collaborazione con l’Università di Bangkok Facoltà di Muay Thai e Medicina Tradizionale, ha avuto la riconferma (e nuove deleghe) del ruolo di Referente e Responsabile per il Muay Thai Study College non solo in Italia ma in Europa.

Questa alleanza nasce a conferma della grande stima ed amicizia che dal 2010 (anno in cui l’Università ha aperto per la prima volta le porte all’occidente) si è venuta a creare e via via consolidare.
Il lavoro che ci attende è molto….fortemente voluto dalla Thailandia ma che noi, condividiamo pienamente e che, porteremo in CSEN.

Attraverso questa importante collaborazione ile “tempio” della Muay Thai Boran in Thailandia (unica istituzione preposta per il rilascio di tutte le certificazioni, diplomi, master, regolamentazione e norme del settore) entriamo di diritto nello organo didattico thailandese e nel loro circuito amatori e professionistico.

In qualità di Responsabile Nazionale CSEN del settore Muay Thai Boran l’ajarn Bramini ha già in mente i futuri passi che, in Italia andranno messi in opera per arrivare, con il 2015 alla presentazione in Thailandia di una squadra di veri Thai Boxer pronti a confrontarsi in Vera Muay Thai.

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